MONTORIO AL VOMANO (TE): CHIESA DI SANTISSIMA ANNUNZIATA DI MARIA VERGINE DEI CAPPUCCINI
Già danneggiata dal Sisma 2009 che colpì L'Aquila e parti dell'Abruzzo, Le scosse del 2016 hanno aggravato lo stato di conservazione del bene
La Chiesa di Santissima Annunziata di Maria Vergine a Montorio al Vomano (TE), più comunemente conosciuta come Chiesa “dei Cappuccini“, è parte integrante del complesso edilizio risalente al XVI secolo ubicato fuori dal centro storico e denominato “Convento dei Cappuccini”,
Il nucleo originale della costruzione è datato intorno al 1576 quando si decise di edificare in adiacenza alla chiesa di Santa Maria della Sala, conosciuta con il nome di Santa Maria della Salute, l’annesso convento dei Cappuccini.
Nel 1600 l’ampliamento della chiesa e la trasformazione della struttura chiesastica preesistente in quella attuale ne definivano i caratteri tipici delle chiese cappuccine che, rispecchiando i principi di povertà della Regola Francescana, rispondono ad una serie di elementi tipologici costanti caratterizzati dalla semplicità estetica e funzionale e dall’uso di materiali poveri (pietra locale e mattoni).
I religiosi si sistemarono nel convento alla fine del XVI secolo, come si deduce dalla “Relazione ad limina” del Vescovo Montesanto, mentre da una lettera dei frati Cappuccini di Montorio del 8 gennaio 1606, si deduce che la chiesa ed il convento furono portati a termine.
La consacrazione della Chiesa avvenne invece nel 1621, come testimonia una epigrafe all’interno della stessa.

Navata interna, sono visibili la serie di cappelle
L’impianto planimetrico è caratterizzato da un’unica navata fiancheggiata sul lato destro da quattro cappelle con altari lignei e conclusa da un coro molto profondo, separato dal sontuoso altare maggiore in legno naturale, ricco di intagli, con un tabernacolo, piccole nicchie e un trittico con abside semicircolare. I vani della sacrestia concludono la serie di cappelle
La navata è di dimensioni ridotte ed è coperta da una volta a botte lunettata oggi intonacata, ma si presume che originariamente doveva essere dipinta come le pareti, dove si osservano sporadiche tracce di affreschi.
La parete di sinistra è molto semplice, comprende solo una serie di finestre, un pulpito ligneo a cui si accede dal chiostro tramite una scala ed una porticina adesso murata. La parte destra della navata è arricchita da quattro grandi aperture ad arco che la collegano a quattro cappelle; le asimmetrie degli archi fanno intendere l’intervento, avvenuto nel 1600, di ampliamento della chiesa. Le quattro cappelle hanno volte a botte e sono collegate tra loro da piccole aperture.
Attraverso l’ultima cappella si accede al primo ambiente della sacrestia, mentre una stanza simile alle quattro cappelle e con essa allineata in cui è presente una volta a crociera, è collegata tramite una piccola porta con l’esonarcete.

Chiesa di Santissima Annunziata di Maria Vergine dei Cappuccini – Montorio al Vomano (TE)
Facciata, oculo e campanile a vela
La facciata della chiesa, dai caratteri rettilinei, presenta un piccolo oculo che permette l’illuminazione degli ambienti interni e un campanile a vela che si imposta al di sopra delle coperture delle cappelle laterali.
La chiesa presenta porzioni affrescate lungo la facciata di ingresso all’interno dell’esonartece e numerosi frammenti di affresco, di carattere decorativo, all’interno della chiesa in corrispondenza dell’abside.

Alcuni affreschi all’interno della chiesa
Fino al 1714 la Chiesa e il Convento dipesero dalla Diocesi Aprutina, passando poi sotto il controllo di quella di Penne. Nel 1873 il Convento passò al Municipio di Montorio.
Nel 1875 il convento fu adibito in parte ad “Ospizio di Mendicità” e oggi l’ex convento versa in stato di abbandono. La Chiesa è divenuta proprietà del Ministero degli Interni ed è stata concessa in uso gratuito alla Parrocchia di S. Rocco di Montorio al Vomano.
Stato di conservazione
La chiesa ha subito danni già riconducibili al sisma del 2009 con successivo aggravamento dello stato di conservazione durante i terremoti del 2016. La Scheda per il rilievo del Danno ai beni culturali segnala infatti la presenza di due livelli di danno gravi afferenti agli elementi della facciata e dell’arco trionfale, ed un livello di danno molto grave relativo agli elementi di copertura che hanno fatto sì che si dichiarasse l’inagibilità della chiesa.
I danni rilevati si possono così riassumere:
- lesioni di distacco negli archi delle cappelle laterali, con prosecuzione nella volta della navata principale;
- lesioni nella volta della navata principale con distacco di intonaci
- sconnessione della volta sovrastante la navata unica dagli archi e setti murari perimetrali (Rif. foto n.4);
- lesioni arco presbiterio con prosecuzione nella volta;
- lesione volta presbiterio con sconnessione degli archi e setti murari perimetrali;
- lesioni diffuse pareti perimetrali in corrispondenza di discontinuità nella muratura;
- lesioni diffuse nel coro e nei due ambienti della sacrestia, con distacco di intonaci e sconnessioni delle pareti perimetrali;
- lesioni diffuse nelle quattro cappelle laterali e distacco tra paramenti murari e volte (Rif. foto n.5);
- lesioni di discontinuità tra la facciata principale e le murature ortogonali;
- crolli localizzati del manto di copertura (Rif. foto n.6).
Per quanto riguarda gli apparati decorativi e in generale gli intonaci della facciata e della zona absidale, le superfici presentano uno stato di conservazione eterogeneo con fenomeni di degrado diversificati che determinano uno stato precario delle superfici.
Descrizione degli interventi
Gli interventi per la Chiesa della Santissima Annunziata di Maria Vergine dei Cappuccini hanno lo scopo di ripristinare lo stato di conservazione della chiesa ante sisma per restituirla alla comunità e riaprirla al culto.

Sconnessione della volta sovrastante la navata unica dagli archi e setti murari perimetrali
Ogni intervento dovrà risultare non solo strutturalmente efficace ma anche compatibile con la conservazione del bene garantendo le caratteristiche di non invasività, reversibilità e durabilità.
I criteri progettuali di intervento dovranno essere improntati sul principio del rispetto dell’esistente che tenga conto del contesto materico e geometrico e, soprattutto, delle antiche tecniche costruttive, attraverso la previsione di interventi di recupero finalizzati a riproporre, con materiali e tecniche tradizionali, la medesima configurazione originaria.
Inoltre, essendo la conoscenza di un manufatto edilizio un elemento fondamentale per la programmazione di un sistema integrato di interventi finalizzati al recupero e al riuso del patrimonio esistente, sarà cura del progettista la predisposizione di un piano dettagliato di indagini strutturali e geologiche che consenta di definire le caratteristiche meccaniche, fisiche e chimiche delle strutture e metta nelle condizioni di approdare verso una progettazione di interventi mirati e studiati ad hoc.

lesioni diffuse nelle quattro cappelle laterali e distacco tra paramenti murari e volte
In fase di predisposizione del Documento di Indirizzo alla progettazione sono state pertanto individuate tre macroaree di intervento che analizzeranno nello specifico le attività di progettazione degli interventi strutturali, l’attività di progettazione degli interventi architettonici e l’attività di progettazione impiantistica.
Per quanto attiene la progettazione strutturale, sono stati definiti i principali interventi che hanno l’obbiettivo di preservare le caratteristiche tipologiche delle strutture antiche valutando al tempo stesso il miglioramento sismico dell’edificio. Il risanamento delle coperture danneggiate attraverso la valutazione di eventuali sostituzioni degli elementi portanti, il consolidamento delle volte e dei paramenti murari attraverso la risarcitura di lesioni, le eventuali operazioni localizzate di scuci-cuci, l’iniezione delle murature con malte idonee ad alta resistenza, la posa in opera di catene con ancoraggio esterno a capochiave o la progettazione di un sistema di cerchiatura attraverso l’utilizzo di un cordolo perimetrale di collegamento sulle sommità dei setti murari sono soltanto alcuni degli interventi da prevedere e approfondire in ambito progettuale. Compatibilmente con le finalità di un approccio metodologico che metta in campo scelte conservative si valuteranno pertanto tutte le soluzioni in grado di consentire il miglioramento del comportamento strutturale dell’edificio che sia esso raggiungibile mediante interventi puntuali ovvero attraverso interventi globali che interessino la totalità delle strutture.

Crolli localizzati del manto di copertura
Per quanto attiene all’attività di progettazione architettonica per le opere in categoria OS2A si dovrà procedere attraverso l’esecuzione di attività preliminari volte ad effettuare una ricognizione generale dello stato delle superfici, con particolare riguardo alle superfici decorate interne ed esterne considerando l’interferenza delle lavorazioni strutturali con questi apparati e approntando eventuali operazioni di preconsolidamento, pulitura e consolidamento per ridurre al minimo il rischio di ulteriori perdite o l’aggravamento delle condizioni.
Ulteriori dettagli, informazioni amministrative e contabili, nella Scheda N. 3 presente nella sezione La ricostruzione pubblica in atto.
Ultimo aggiornamento
30 Gennaio 2026, 14:21
UFFICIO DEL SOPRINTENDENTE SPECIALE PER LE AREE COLPITE DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016