Deposito di Santo Chiodo: finanziamento da 130mila euro per 24 nuovi restauratori. Cureranno 350 opere
Saranno di supporto al Santo Chiodo di Spoleto i nuovi 24 restauratori che avranno il compito di mettere in sicurezza 350 delle 6.
Data:
15 Febbraio 2019
Saranno di supporto al Santo Chiodo di Spoleto i nuovi 24 restauratori che avranno il compito di mettere in sicurezza 350 delle 6.500 opere d’arte custodite negli spazi del deposito umbro, perché danneggiate nel Terremoto del Centro Italia; a garantire uno stanziamento di 130mila euro (necessario per selezionare i restauratori) la Consulta delle Fondazioni delle Casse di risparmio umbre, facendo eco all’iniziativa dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze dello scorso anno che si è preso cura con un gruppo di giovani restauratori di 600 opere.
“Menomale che Santo Chiodo c’è” – riferisce l’assessore Fernanda Cecchini – “è un pronto soccorso e un punto di degenza per le nostre opere d’arte di fondamentale importanza per la nostra regione, e non solo. L’auspicio “ – ha poi continuato – “è che un giorno si possa riuscire a realizzare in quella sede una scuola per il restauro” auspicando un supporto da parte del MiBAC.
“Ne abbiamo bisogno“, aggiunge la Soprintendente ABAP-Umbria Marica Marcalli che propone: “perché non pensare anche a un distaccamento dell’Opificio in Umbria e proprio a Spoleto per insegnare ai nostri restauratori?“
Ultimo aggiornamento
1 Luglio 2020, 09:46
UFFICIO DEL SOPRINTENDENTE SPECIALE PER LE AREE COLPITE DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016