SAN SEVERINO MARCHE (MC), CHIESA DI SANTA CATERINA
L’intervento di messa in sicurezza e consolidamento del bene si è posto l’obiettivo di ripristinare le condizioni di resistenza e di consistenza presenti a prima degli eventi sismici
Il Convento di Santa Caterina costituisce un complesso monumentale di notevole rilevanza sotto il profilo sia storico che architettonico per il Comune di San Severino Marche (MC). L’attuale struttura risalente, almeno nelle parti più recenti, alla fine del secolo XV (1503), rappresenta il risultato di rimaneggiamenti ed adattamenti di manufatti preesistenti in quella località, entro le mura castellane.

Nell’anno 1261 i monaci benedettini di San Marino (o San Mariano) chiesero ed ottennero dal Vescovo Guido, per ragioni di sicurezza, di poter costruire un nuovo monastero in sostituzione di quello nei pressi di Colleluce. Quest’ultimo, la cui fondazione risulta anteriore al 1094, era stato infatti distrutto dalle truppe tedesche di Federico II nel 1240. La vita monastica del nuovo edificio (dedicato anch’esso a San Marino) fiorì sino al secondo decennio del XIV secolo, vedendo poi progressivamente ridursi il numero di monaci, complice l’unione con il Monastero di Santa Maria di Valfucina, sino a quando nel 1489 non venne meno del tutto. A questo punto, con bolla di Innocenzo V, i beni dei due monasteri furono trasferiti al Capitolo della Collegiata di San Severino, il quale donò il monastero al Comune che a sua volta lo offrì ad un piccolo gruppo di pie donne che sin dal 1444 vivevano (senza pronunciare i voti) in una casa sita entro il Castello, curando l’ufficiatura di una piccola chiesa dedicata a S. Caterina Martire.
Dal 1503 si preferì dare al Monastero ed alla Chiesa il titolo di Santa Caterina; dal 1544, con la venuta di tre monache benedettine da un monastero di Macerata si iniziò ad operare la regola di San Benedetto che tutt’ora vige nell’austera vita delle claustrali.
Se l’esterno dell’edificio non ha subito sino ad ora notevoli variazioni, l’interno è stato più volte rimaneggiato secondo i gusti e le necessità del tempo. Esso ha uno sviluppo planimetrico articolato con murature perimetrali, molto disomogenee, in pietra e laterizio. Gli ambienti del piano seminterrato presentano volte in muratura di mattoni a botte ed a crociera mentre quelli del piano terra sono coperti da soffitti voltati a crociera. La copertura a tetto è composta da struttura lignea con manto superiore in coppi di laterizio.

Interno
Stato di conservazione
A seguito delle scosse sismiche che hanno colpito la regione Marche dal 24 agosto 2016, la chiesa del convento di Santa Caterina ha subito significativi danni che ne hanno determinato l’inagibilità. Il quadro fessurativo rilevato, all’interno della scatola muraria della chiesa, interessa in modo particolare gli ambiti murari relativi alle zone destra, in prossimità dell’altare laterale (dx); in aggiunta si deve rilevare un quadro fessurativo, di natura strutturale, che si è attivato in corrispondenza del cervello degli archi che sostengono la cupola e che prosegue sulla superficie interna della cupola anche se in camorcanna, quindi non di natura strutturale.
Si segnalano inoltre, l’attivazione di più cinematismi che hanno interessato le strutture portanti della costruzione. In particolare sono stati rilevati i seguenti meccanismi di danno:
- il cinematismo relativo alla sommità della facciata, riguardante il ribaltamento al di fuori del piano attivato da forze agenti ortogonalmente alla facciata stessa;
- la risposta trasversale dell’aula, caratterizzata da lesioni longitudinali che interessano sia la cupola in camorcanna sia gli arconi in muratura;
- il ribaltamento della cappella (altare) laterale dx, caratterizzato da lesioni e da quadri fessurativi con andamento sub-verticale.
Descrizione degli interventi
L’intervento di messa in sicurezza e consolidamento si è posto l’obiettivo di ripristinare le condizioni di resistenza e di consistenza presenti a prima degli eventi sismici. Affiancando opere in grado di ridurre delle specifiche criticità di carattere tipologicostrutturale insite nella struttura architettonica della chiesa.
In particolare, sono stati individuati gli elementi di vulnerabilità e di criticità della fabbrica e su tali presupposti è stato impostato il progetto di intervento che, nel rispetto delle caratteristiche strutturali ed architettonica della chiesa, e senza apportare o introdurre modifiche alle distribuzioni delle masse e dei pesi e con l’utilizzo di una tecnologia compatibile, potesse aumentare le capacità di
resistenza della scatola muraria. Le operazioni inoltre, in parallelo con il ripristino localizzato della continuità dei quadri fessurativi, si sono inoltre concentrare sull’eliminare la possibilità di nuovi episodi di sollecitazioni che possano determinare azioni fissionali nelle murature.

La chiesa, che tipologicamente può essere assimilata ad una “Croce Greca”, con cupola all’intersezione delle due braccia sostenuta da quattro arconi strutturali, presenta proprio in questi elementi le maggiori criticità. I quadri fessurativi che si sono attivati confermano la vulnerabilità insita nella struttura architettonica. Inoltre, la chiesa presenta una situazione costruttiva ai contorni con corpi di fabbrica addossati solo sulla parte sinistra, con la parte destra libera da ogni corpo di fabbrica e da ogni eventuale elemento murario di contrasto alle spinte indotte dagli arconi. Infatti, proprio la parte destra ha evidenziato un quadro fessurativo, presumibilmente da relazionare in parte con la presenza di elementi di carattere spingente e come già segnalato ad una
probabile criticità di carattere fondale-geologico.
Anche se la chiesa presenta una pianta simmetrica, con una distribuzione dei pesi che rispecchia tale simmetria, i quadri fessurativi si sono attivati solo sulla parte destra. Evidentemente determinato dalla differente distribuzione dei corpi di fabbrica costruiti in aderenza alla chiesa che, con ogni probabilità, hanno avuto una funzione di contrasto e di opposizione alle spinte trasmesse dagli arconi: si sono attivati nella parte dove non è presente il contrasto dei corpi di fabbrica costruiti in aderenza.
L’ipotesi progettuale ha previsto la posa in opera di adeguate tirantature metalliche in grado di assorbire l’eventuale spinta trasmessa dagli arconi che sostengono la cupola. Per simmetria sono state previste tirantature metalliche poste all’imposta degli archi su tutti e quattro i lati.

Dal quadro fessurativo presente risulterebbero necessari solo quelli posti in modo trasversale alla direzione longitudinale dell’aula, quelli che hanno evidenziato l’attivazione dei quadri fessurativi. Tali tirantature sono state realizzate in similitudine con gli elementi dell’architettura storica, con profilati in ferro pieno, ancorati con capochiave alle murature. La riparazione dei quadri fessurativi è stata realizzata attraverso il classico intervento di cuci-scuci, utilizzando materiali simili agli originari, con preventiva bonifica dei nuclei murari in corrispondenza delle lesioni e con la posa in opera di elementi di rinforzo in tessuti compositi.
Dopo il primo intervento di apertura dei quadri fessurativi murari, in ragione della loro estensione e della loro consistenza, l’utilizzo di legature elastiche di metallo tipo steel-dry idonee per ripristinare la continuità delle strutture murarie e, contestualmente, non apportare livelli di rigidezza diversi da quelli originari.
Gli interventi sui quadri fessurativi sono stati eseguiti, nella maggior parte dei casi, dall’interno della chiesa, con previste anche tutte le opere riguardanti il ripristino delle decorazioni architettoniche e delle modanature interessate ed intaccate dalle opere di velatura dell’intera superficie interna, necessaria per uniformare i toni cromatici. È stato inoltre previsto un intervento di restauro di parte delle pavimentazioni dovuto ai quadri fessurativi che si sono attivati dopo le scosse sismiche.
I lavori sono stati conclusi il 15 gennaio 2025.
Ulteriori dettagli, informazioni amministrative e contabili, nella Scheda N. 14 presente nella sezione La ricostruzione pubblica in atto.
Ultimo aggiornamento
30 Gennaio 2026, 14:18
UFFICIO DEL SOPRINTENDENTE SPECIALE PER LE AREE COLPITE DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016