MACERATA: SANTUARIO SANTA MARIA DELLE VERGINI

Il Santuario ha svolto un ruolo fondamentale nella vita religiosa del territorio, rappresentando un punto di riferimento spirituale e culturale per la città

Il complesso monumentale del Santuario di Santa Maria delle Vergini è collocato nell’omonima contrada detta “delle Vergini”, poco fuori le mura del centro storico della città di Macerata.

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Santuario di Santa Maria delle Vergini, Macerata – Retro
Xilografia 1898

La storia del Santuario Mariano affonda le sue origini nel medioevo e rappresenta con molta probabilità la più alta espressione dell’architettura cinquecentesca nelle Marche. Le prime notizie risalgono al XIV sec. e fanno riferimento alla fondazione di una piccola cappella che, secondo la tradizione, ospitava un’immagine miracolosa della Vergine Maria; secondo le fonti storiche, alla data del 31 maggio 1355, dodici Vescovi da Avignone concedettero quaranta giorni di indulgenza alla Chiesa “S. Mariae de Virginibus et Monasteri S.Thomae, diocesis et districtusmacerantensis” da ciò deriva la dedica ai Vergini cioè ai giovani, ragazzi e ragazze, posti sotto la protezione di Maria.

Per circa cento anni la piccola Chiesa di Santa Maria delle Vergini visse una fase di abbandono; destinata a ricovero di bestiame e attrezzi, fino al 1510 l’edificio risultava ancora fatiscente e concesso in uso agli Agostiniani della vicina chiesa di Santa Maria della Fonte.

Nel 1533 al pittore Lorenzo de Carris viene commissionato un affresco della Madonna delle Grazie e di Misericordia sotto il cui manto sono rappresentati adolescenti di entrambi i sessi; da questa data si incominciò a parlare di miracoli compiuti dalla Madonna e dell’apparizione della Vergine a una fanciulla di macerata, Bernardina di Bonino avvenuta nell’aprile del 1958. La fama dell’immagine miracolosa si diffuse in tutte le Marche tanto da generare pellegrinaggi e offerte di danaro così generose da consentire, a partire dalla metà del XVI secolo, i lavori di realizzazione del tempio attuale, consacrato nel 1577 dal vescovo di Macerata e Recanati, Galeazzo Morone.

La posa della prima pietra del Santuario nel 1550 dà il via ai lavori del nuovo grande Tempio su progetto dell’architetto militare Galasso Alghisi da Carpi, ispirato ad un disegno di Donato Bramante che a quel tempo lavorava alla fortificazione dell’abside della Basilica di Loreto; lo stile bramantesco è richiamato nell’impianto planimetrico a pianta centrale e nell’alto tamburo su cui poggia la grande cupola, ultimata nel 1566.

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Santuario di Santa Maria delle Vergini, Macerata
Sezioni

La Chiesa nuova è dunque un maestoso edificio a croce greca, sormontato da una cupola ottagonale eretta su un alto tamburo, sostenuto da quattro imponenti pilastri a base quadrangolare; i bracci della croce greca si concludono in absidi semicircolari, ognuna con due cappelle a “scarsella” voltate a crociera, i due bracci della croce greca si alzano al di sopra delle navate laterali, creando un effetto di slancio verticale degli spazi interni e un aspetto maestoso alla fabbrica vista dall’esterno.

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Santuario di Santa Maria delle Vergini, Macerata

La facciata realizzata in mattoni a facciavista su progetto di Ugnello da Como e completata nel 1587, si sviluppa su due registri orizzontali che non trovano alcuna corrispondenza all’articolazione dello spazio interno questo è scandito da undici cappelle riccamente decorate tra la fine del Cinquecento e la fine del Settecento, commissionate dalle nobili famiglie maceratesi che fecero a gara per arricchire la chiesa di opere d’arte e di decorazioni.

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Santa Maria delle Vergini – Facciata
Santa Maria delle Vergini, Macerata, Marche, Italy
Santa Maria delle Vergini – Interno

Fra le tele che arricchivano le cappelle dell’interno, ed in particolare nella parete destra della cappella Ferri, la più preziosa è un’Adorazione dei Magi firmata dal Tintoretto e datata 1587.

Nei primi anni del XX secolo vennero apportate alcune importanti modifiche all’assetto della Chiesa, venne eseguito il rifacimento della gradinata realizzato nel 1904, e nel 1926 venne attuato l’adeguamento liturgico su progetto dell’architetto Cav. Egisto Belletti di Cesena, con lo spostamento dell’altare e l’eliminazione della balaustra e conseguente liberazione del presbiterio nella cappella maggiore.

I lavori furono terminati nel 1930, in quell’anno per volontà del vescovo Mons. Ferretti, si rifece quasi del tutto la lanterna della cupola perché cadente; in occasione del IV Centenario del primo miracolo nel 1948, si procedette ad un recupero manutentivo generale della Chiesa, al restauro di alcuni dipinti, delle decorazioni e degli stucchi.

Nel 1950 vennero eseguiti lavori di rifacimento del pavimento della Chiesa e di restauro per assicurare la conservazione e impedire il suo deterioramento, i lavori riguardarono la demolizione e ricostruzione del vecchio pavimento e la sua ricostruzione in battuto alla veneziana con riquadrature in marmo, vennero altresì restaurati dipinti, stucchi e affreschi delle cappelle.

Stato di conservazione

La storia conservativa del Santuario è legata alla storia travagliata dei vari terremoti che hanno interessato l’area del Maceratese; già nel gennaio del 1703 si hanno notizie della presenza di lesioni sui muri delle varie cappelle della Chiesa che si danneggiarono a causa di un terremoto che colpì la città di Macerata, nel 1784 un’altra scossa colpì il territorio, ed ancora nel maggio del 1804, quando l’intera popolazione avvertì una forte scossa di terremoto che causò diversi danni alle strutture di case e monumenti.

Nel 1997 il Tempio di S. Maria delle Vergini in Macerata fu interessato da lesioni gravi dovuti a eventi sismici, quando ancora la parte centrale della Chiesa era occupata da approntamenti di sicurezza e ponteggi, posti in opera per l’esecuzione dei lavori di restauro della cupola.

L’ultimo evento è riferibile al violento sisma del 24 agosto 2016 che ha causato notevoli danni alle strutture del Santuario con la presenza diffusa di crepe nei muri, la perdita di calcinacci e ripercussioni anche sugli apparati decorativi, tali danni fortunatamente riguardano parti circoscritte della struttura, ed in particolare la navata centrale, parte dell’altare maggiore, e la navata laterale di destra, con la presenza diffusa di fessurazioni, fratturazioni, distacchi e lacune. Anche Il tamburo, la cupola e la lanterna e la torre campanaria e i setti murari di collegamento tra i pilastri centrali e le cappelle Nord Est e Sud sono interessati da gravi fenomeni di degrado di tipo strutturale con la presenza di lesioni passanti, sconnessioni e perdita di materiale murario, deformazioni e spostamenti di parti. Sulle superfici del manufatto sono inoltre presenti fenomeni di degrado causati dalla presenza di infiltrazione di acqua meteorica o di risalita, che innesca fenomeni di disgregazione, distacco, rigonfiamento, lacune, esfoliazioni e macchie di umidità.

Dopo gli eventi sismici del 2016, per la messa in sicurezza della preziosa tela denominata “Adorazione dei Magi”, datata 1587 e firmata “Tentoretto” è stato predisposto il suo trasferimento nelle sale del piano nobile di Palazzo Buonaccorsi, sede dei musei civici del comune di Macerata; sono state attuate inoltre delle opere di puntellamento e consolidamento, all’interno della Chiesa è stato messo in opera ponteggio centrale costituito da impalcati che consentono il raggiungimento del tamburo fino alla cupola e ponteggi di rinforzo delle murature al di sopra degli archi centrali, di quelli laterali e delle volte che presentano condizione di instabilità statica, sugli angoli del tamburo sono state posizionate piastre metalliche tassellate alle murature e collegate con sistema tubi-giunti al telaio del ponteggio centrale. La cupola è sorretta da puntoni in elementi tubolari che scaricano sul telaio del ponteggio centrale.

Esternamente, in corrispondenza degli spigoli delle strutture verticali del tamburo sono stati posizionati angolari metallici verticali che coprono lo spigolo per tutta la lunghezza e tassellati alla muratura, al di sopra dei quali sono state posizionate delle cerchiature realizzate con piastre metalliche collegate da tiranti metallici con regolatore di tensione. Le bucature finestrate del tamburo finestre sono state rinforzate con telaio ligneo perimetrale e diagonali; nelle due bucature poste a sud est e sud ovest, dove l’architrave è parzialmente mancante a causa del crollo, è stata realizzata una integrazione mediante inserimento di elementi lignei.

La torre campanaria è stata messa in sicurezza con cerchiature realizzate mediante angolari e tiranti con regolatore di tensione.

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Descrizione degli interventi

Gli interventi per il restauro rientrano nell’ambito normativo disciplinato dal primo piano degli interventi di ricostruzione, riparazione e ripristino dei beni culturali nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

Allo stato attuale è in fase di predisposizione la documentazione per il perfezionamento del P.F.T.E. con l’avvio della successiva gara per l’appalto integrato in modalità telematica con criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa; gli interventi programmati hanno come finalità il ripristino dello stato di conservazione della chiesa ante sisma per la sua riapertura al culto. Lo scopo principale dell’intervento di recupero è quello di “Ricostruire migliorando”, per cui si dovranno perseguire principalmente due obiettivi ossia il ripristino della valenza estetica, simbolica, identitaria del bene e il miglioramento del comportamento strutturale inteso come capacità di resistere a nuovi terremoti.

Il progetto contempla:

  • una accurata fase di studio preliminare con una campagna di indagine;
  • il rilievo laser scanner di alcune aree interne;
  • approfondita documentazione fotografica volta ad effettuare la ricognizione generale dello stato di conservazione dell’edificio;
  • analisi e mappatura dei degradi e dei dissesti macroscopicamente identificati.

Per quanto attiene la progettazione strutturale, appartenenti alla categoria OG2, il P.F.T.E. prevede la definizione dei principali interventi che hanno come obiettivo la conservazione delle caratteristiche tipologiche delle strutture antiche del santuario, valutando al tempo stesso le opere di miglioramento sismico dell’edificio finalizzate ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture; il progetto sarà elaborato sulla base di un’analisi strutturale per la valutazione della sicurezza che tenga conto della
verifica oltre che dei meccanismi locali anche del modello globale della struttura, come prescritto dalla normativa vigente.

La progettazione delle opere architettoniche comprendente gli interventi di restauro degli apparati decorativi appartenenti alla categoria OS2A seguirà le “Linee di indirizzo metodologiche e tecniche per la ricostruzione del patrimonio culturale danneggiato dal sisma del 24 agosto 2016”. Sono previste per la conservazione del bene, le canoniche fasi dell’intervento di restauro mediante le operazioni di preconsolidamento, pulitura, consolidamento, riconfigurazione e protezione delle superfici per la riproposizione della configurazione architettonica originaria del bene.

Il P.F.T.E. prevede anche l’attività di progettazione impiantistica finalizzata al ripristino degli impianti danneggiati e l’adeguamento alle norme tecniche di settore per la destinazione d’uso originaria.

Nel corso della sua lunga storia, il Santuario di Santa Maria delle Vergini ha avuto un ruolo fondamentale nella vita religiosa di Macerata e delle zone circostanti, rappresentando un punto di riferimento spirituale e culturale per la città; la sua restituzione alla comunità è dunque tra le finalità primarie dell’intervento progettuale in corso di definizione, in quest’ottica saranno altresì previste soluzioni volte ad assicurare le migliori condizioni di pubblica fruizione in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, di illuminazione, di risparmio energetico anche mediante specifiche indicazioni dirette ad assicurare una architettura sostenibile.

Ulteriori dettagli, informazioni amministrative e contabili, nella Scheda N. 1 presente nella sezione La ricostruzione pubblica in atto.

Ultimo aggiornamento

30 Gennaio 2026, 14:19