LEONESSA (RI): CHIESA DI SAN PIETRO

A seguito del sisma la chiesa ha subito un sistema articolato di danneggiamenti che hanno interessato la cappella a sinistra dell’altare principale, la facciata, gli arconi, il tamburo e le murature perimetrali

La Chiesa di San Pietro, nel comune di Leonessa, in provincia di Rieti, affaccia sul versante settentrionale del Monte Terminillo, nella valle del Corno e costituisce, insieme al Palazzo Comunale, il lato occidentale della piazza principale.

La chiesa sorse su di un’area posta all’estremità dell’antico villaggio di Ripa in una posizione centrale e periferica rispetto al nuovo insediamento di Geonexa. Molte cronache datano la fondazione del complesso al 1344 e comunque a seguito dell’autorizzazione di Biagio da Leonessa, che nel 1347 fu eletto vescovo di Rieti.

Facciata - Chiesa di San Pietro - Leonessa (RI)
Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI)
Facciata e campanile

Il complesso in cui si trova la chiesa di San Pietro è stato costruito sfruttando i dislivelli naturali del terreno. Sul lato ovest, infatti, le cappelle si trovano a ridosso di un’intercapedine che separa la chiesa dal pendio che si estende fino alla Torre Angioina. Sul lato est, la facciata laterale è completamente aperta verso la valle, e il pendio declina verso il basso con una serie di terrazzamenti sostenuti da imponenti muri di contenimento, che giungono fino al fiume Corno.

L’interno della chiesa si sviluppa su due livelli, contenenti diversi ambienti: al piano superiore si trova la chiesa di San Pietro; al piano inferiore, accessibile tramite una scala dalla navata centrale, si trova la cripta o Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il porticato, risalente al XV secolo, si affaccia sul lato est e aggiunge una dimensione architettonica significativa al complesso.

Durante la costruzione, il cantiere subì varie modifiche, dovute sia alla conformazione del terreno che ai danni causati dal terremoto del 1349 e dalla peste del 1363. La struttura divenne pressoché definitiva solo nel 1422, anno in cui fu celebrato nel convento il Capitolo Generale dell’Ordine della Valle Spoletana.

La facciata e il campanile appartengono al periodo tra il XIV e il XV secolo. Durante il XV secolo, l’ordine degli agostiniani decise di ampliare il convento, realizzare un loggiato e completare la facciata, affidando i lavori a muratori lombardi e scalpellini della scuola napoletana.

Negli anni il complesso fu soggetto a ripetuti terremoti che portarono a lavori di ricostruzione che interessarono diverse porzioni del complesso. A seguito del terremoto del 1454 venne ricostruita la facciata ruotata di circa dieci gradi per migliorarne l’aspetto prospettico e venne completato il portale, che reca per l’appunto la data del 1467. Secondo lo studio di Zelli, la facciata originaria doveva terminare con un timpano centrale e spioventi laterali.

Nel 1599 un ulteriore terremoto causò danni all’abside e alla cappella gotica di sinistra. I lavori di ricostruzione risalenti a quel periodo inclusero l’abbassamento del tetto della navata centrale, che venne dotato di una copertura a volta, e l’ampliamento del loggiato. In questo stesso periodo, vennero aggiunti nuovi altari decorati con opere di artisti del Seicento romano e della tradizione umbro-abruzzese.

Chiese-FEC-San Pietro-Leonessa-sezione
Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI)
Sezione

Il terremoto del 1703 danneggiò gravemente le navate laterali e, durante la ricostruzione, la chiesa venne ristrutturata a navata unica con l’aggiunta di elementi barocchi. I lavori si conclusero nel 1724 con la chiusura delle navate laterali, la creazione di cappelle e la costruzione del soffitto ligneo dipinto, che fu sostituito nel 1911 con capriate lignee.

Durante il governo di Murat, il convento fu adibito a scopi militari, e l’accesso alla chiesa inferiore venne chiuso. Fu realizzata una scala al centro della navata per collegare i due livelli. Nel 1866, in seguito all’emanazione delle leggi sabaude di soppressione, la proprietà della chiesa passò al Fondo per il Culto e, infine, al Fondo Edifici di Culto, istituito e disciplinato dal Titolo III della legge 222/1985.

Attualmente, la chiesa di San Pietro si distingue per un ampio sagrato che permette l’accesso all’ingresso principale. La facciata, in stile romanico abruzzese, nasconde il corpo retrostante, che presenta un doppio tetto a spiovente. L’ingresso al complesso avviene tramite un portale in pietra rosa locale, con una cornice strombata, affiancato da lesene formate da semicolonne romaniche stilizzate e sormontato da un oculo asimmetrico. Sul lato sinistro della facciata si erge l’alta torre campanaria, suddivisa in tre livelli. Il primo livello è dotato di un orologio visibile dalla piazza, mentre i due superiori sono aperti con ampie arcate. La parte superiore della torre culmina con una struttura a cono con base ottagonale.

All’interno, la chiesa ha una pianta a croce latina, con una singola navata coperta da capriate. Ai lati della navata si trovano cinque cappelle per ogni lato, ognuna con altari decorati e tele di valore artistico.

Interno - Chiesa di San Pietro - Leonessa (RI)
Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI)
Navata

Le cappelle sono accessibili tramite archi a tutto sesto e sono coperte da volte a botte. In prossimità dell’arco trionfale, su ciascun lato, ci sono due cappelle più profonde, coperte da cupole semisferiche, di cui quella a destra è sormontata da un lanternino.
L’ala sinistra del transetto presenta un soffitto a capriate, mentre quella di destra è coperta da una volta a crociera. Al centro del transetto si trova l’altare, con l’abside rettangolare posizionato dietro di esso.

La controfacciata è dominata da un atrio soppalcato, con al di sopra collocato l’organo principale. Sul lato sinistro della chiesa si estende un lungo spazio rettangolare destinato a museo. Il prospetto esterno della facciata orientale è caratterizzato da un portico su due livelli, con colonne e pilastri, che si affaccia su un terrazzamento.

Il livello sotterraneo ospita una cripta, coperta da una volta a botte a sesto ribassato, con una terminazione ad abside sormontata da una cupola affrescata. Accanto a essa, un altro ambiente coperto da volta a botte affrescata termina con una superficie piana. Dietro questo spazio è presente la sacrestia, un locale con volta a botte che custodisce i paramenti sacerdotali.

La cappella sul lato sinistro della navata, oggetto del presente intervento, ha una pianta quadrata, con due coppie di paraste agli angoli che sorreggono tre archi in stucco sulle pareti cieche e un arco che si apre sulla navata. Sopra questi archi, sui pennacchi, si trova il tamburo ottagonale della cupola, dotato di quattro aperture (due apribili e due tamponate), ciascuna affiancata da una coppia di paraste. Sopra la cornice, si erge la cupola, con oculo decorato da stucchi. Ogni parasta è sormontata da un capitello in stucco, lo stesso materiale usato per le trabeazioni, le cornici delle finestre e gli archi. L’arco che si apre sulla navata della chiesa è decorato con stucchi geometrici sia nell’intradosso che nei pilastri. Lungo le pareti nord-ovest e sud-est si trovano due porte che conducono agli ambienti adiacenti, rispettivamente il museo e il braccio sinistro del transetto. Al centro, leggermente distaccato dalla parete di fondo, si trova un altare riccamente decorato, composto da colonne con capitelli corinzi che sorreggono volute, su cui sono disposti gruppi di angeli. Al centro dell’altare è presente una nicchia con la statua della Madonna.

Stato di conservazione

A seguito del terremoto del 24 agosto 2016 e del successivo sciame sismico del 6 febbraio 2017 la chiesa ha subito un sistema articolato di danneggiamenti che hanno interessato la cappella a sinistra dell’altare principale, la facciata, in corrispondenza della quale si sono sfilate le travi lignee ortogonali, gli arconi, il tamburo e le murature perimetrali.

Nel 2018, viene interessata da primi interventi di messa in sicurezza che hanno riguardato la cerchiatura provvisoria del tamburo della Cappella, a sinistra dell’altare principale, e la posa in opera di un sistema di doppie catene in corrispondenza dell’arcone principale della navata principale.

Tamburo della cappella sinistra - Chiesa di San Pietro - Leonessa (RI)
Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI)
Tamburo della cappella sinistra

Attraverso un’attenta indagine visiva delle strutture del manufatto e tramite valutazioni statiche è stato possibile stabilire il quadro fessurativo ed il livello del danno in cui la chiesa verte. Sono state evidenziate le patologie di degrado che hanno portato alla precaria inefficienza strutturale, frutto delle oscillazioni provocate dal passaggio delle onde sismiche che hanno determinato spinte
orizzontali sulle murature ed hanno causato gravi danni.

La cappella sul lato sinistro della chiesa presenta fenomeni di degrado di rilievo, sono infatti state osservate gravi lesioni su tutte le murature, sui pennacchi e la cupola. Tali lesioni hanno inoltre comportato distacchi e mancanza di intonaco all’interno dei paramenti murari. I danni in copertura hanno inoltre provocato infiltrazioni d’acqua e la conseguente manifestazione di efflorescenze, compromettendo la stabilità strutturale del tamburo.

Descrizione degli interventi

Per garantire la conservazione e trasmissione al futuro del bene, gli interventi previsti sono rivolti alla conservazione del monumento, basandosi sul principio di minimo intervento e mirando a intervenire nell’ambito delle sole strutture, senza quindi incidere sulla portata figurativa del monumento.

Considerando inoltre le limitate risorse finanziarie a disposizione per la realizzazione del progetto, gli interventi verteranno sulla cappella laterale destra che rappresenta la parte del complesso maggiormente danneggiata. L’intervento di restauro conservativo prevedrà un completo programma di azioni orientate al recupero delle caratteristiche proprie degli elementi originari, senza intervenire attraverso integrazioni di materiale che non siano strettamente necessarie per il consolidamento e la conservazione della materia antica.

Chiesa di San Pietro, Leonessa (RI)
Spaccato assonometrico della cappella

Gli interventi saranno eseguiti con materiali compatibili, dal punto di vista chimico-fisico, con quelli tradizionali storici; le reintegrazioni necessarie garantiranno coerenza ed armonia con il manufatto architettonico anche dal punto di vista estetico-formale.

Preliminarmente si prevede la rimozione dei presidi di sicurezza provvisori, posti in opera sul tamburo di copertura della cappella a sinistra dell’altare principale, al rafforzamento e al presidio della parete esterna posta sotto il tamburo dell’altare contenuto nella cappella e della volta a botte posta al piano seminterrato.

Di seguito si riportano in elenco gli interventi previsti:

  • Consolidamento del tamburo della copertura mediante stilatura armata dei giunti attraverso cavi in acciaio e connettori passanti e non, previa rimozione della cerchiatura della messa in sicurezza;
  • Stesura di intonaco armato e sistema di trattenuta dell’altare della cappella. Questo intonaco
    creerà una superficie “monolitica” sul retro e sarà collegato in sommità alla parete adiacente
    attraverso un sistema a funi;
  • Consolidamento delle murature e tirantatura del muro della cappella mediante iniezioni di malta
    per le fessurazioni e fratturazioni non passanti, mentre per il ripristino della continuità muraria
    interessata da lesioni passanti, scuci-cuci in piccoli tratti e successiva posa in opera di catene nel
    muro perpendicolare alla cappella;
  • Consolidamento dell’intradosso della volta a botte dell’ambiente sotto la cappella mediante il
    placcaggio intradossale con fasce in fibra di acciaio galvanizzato e geomalta a base di pura calce
    idraulica naturale. 5. Impermeabilizzazione della copertura mediante l’inserimento di un nuovo
    manto impermeabile doppio strato;
  • Impermeabilizzazione della copertura mediante la rimozione, pulitura e ricollocamento dei coppi
    e l’inserimento di un nuovo manto impermeabilizzante.

Ulteriori dettagli, informazioni amministrative e contabili, nella Scheda N. 2 presente nella sezione La ricostruzione pubblica in atto.

Ultimo aggiornamento

30 Gennaio 2026, 12:41