CERRETO DI SPOLETO (PG): CHIESA DI SANTA MARIA DI COSTANTINOPOLI
Il complesso rientra nel novero dei santuari dedicati alla Madonna di Costantinopoli, particolarmente diffusi nell’Italia centrale e meridionale dove erano presenti minoranze etniche provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico
La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, nel comune di Cerreto di Spoleto (PG), in località Santa Maria di Costantinopoli, è parte di un antico complesso conventuale delimitato da un muro di cinta in pietra, al cui interno si trovano la Chiesa, l’ex Convento che si sviluppa attorno al chiostro ed altri due edifici di dimensioni minori.

Assonometria del complesso
Fonte foto: Comune di Cerreto di Spoleto
Il complesso rientra nel novero dei santuari dedicati alla Madonna di Costantinopoli, particolarmente diffusi nell’Italia centrale e meridionale dove erano presenti minoranze etniche dell’altra sponda dell’Adriatico. Fin dal XIII secolo a circa un miglio dall’attuale chiesa esisteva un’immagine della Madonna col Bambino, detta “Santa Maria di Costantinopoli”, dipinta su un pezzo di muro incassato fra quattro travi di quercia, nei pressi di una capanna di riparo per i pascoli. Attorno all’immagine, considerata miracolosa, in una semplice edicola lungo la strada, fu costruita con i doni e le elemosine dei devoti prima una “capannella” che serviva da ricovero ai viaggiatori, poi una cappella, finché nel 1619 Ortensio Comandini, con il concorso dei fedeli di Cerreto, eresse una piccola chiesa che comprendeva un altare e una sagrestia e dove si svolgeva la messa festiva.
La piccola chiesa, che si arricchì di tanti ex-voto e ben presto risultò insufficiente per le esigenze di devozione della popolazione, fu ingrandita e decorata nel 1650. Nel 1667 vi fu installata una campana e successivamente fu impreziosita dai ricchi apparati decorativi in stucco e in legno. Nel 1688 padre Antonio di Trevi, ministro provinciale dei Riformati dell’Umbria, accolse positivamente la richiesta delle autorità e degli abitanti di Cerreto di Spoleto di erigere un convento nei pressi dell’antica cappella dedicata a Maria di Costantinopoli.
Nel 1703 le strutture, ancora in fase di costruzione, furono danneggiate da un tremendo terremoto, ma ciò nonostante ben presto l’opera fu completata. Il complesso, passato intanto ai Cappuccini, subì sia la soppressione napoleonica che quella italiana e fu chiuso definitivamente nel 1866. Residenza privata dal 1880, la struttura del convento è oggi adibita ad ospitalità.
La chiesa, ad aula unica e coperta da una volta a botte lunettata, possiede due cappelle laterali riccamente decorate di stucchi in stile barocco. Nella cappella laterale sinistra, dedicata a San Francesco, sono ancora presenti le statue lignee originali rappresentanti San Francesco al centro, e Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova nelle nicchie laterali; nella cappella di destra, dedicata al Santissimo Crocifisso, è presente il Cristo in Croce con la statua della Vergine Maria e San Giovanni ai sui piedi. Le lunette della volta a botte dell’aula centrale sono dipinte e rappresentano La storia di Maria e la nascita di Gesù, mentre nei peducci che incorniciano le lunette sono dipinte figure di Santi.
L’aula principale è separata dal coro da un imponente altare maggiore in legno di noce finemente intagliato: al centro si trova un’opera pittorica su tela di Fabio Angelucci da Mevale che circonda l’antica rappresentazione della Madonna di Costantinopoli a cui è dedicato tutto il complesso. Dietro l’altare maggiore, si accede al coro con maestose sedute su due livelli, il leggio e di fronte un altare il legno finemente intagliato e trattato con finitura dorata, con dipinti di Santi ai lati.
La facciata principale della chiesa, posta a est, è tipicamente a capanna; l’entrata è preceduta da un portico, composto da tre archi su pilastri, realizzati in conci di pietra squadrata. Il campanile, al quale si accede da un passaggio posto a sinistra dell’altare maggiore che conduce alla base della cella campanaria, è stato realizzato con tutta probabilità successivamente alla costruzione del convento; risulta evidente la mancanza di ammorsamento tra i piedritti degli archi e le murature adiacenti.
Dopo il sisma del 2016 la Soprintendenza dell’Umbria ha provveduto a portare via dalla chiesa alcuni dei beni artistici mobili, che sono conservati presso il Deposito di Santo Chiodo a Spoleto.
Stato di conservazione
La chiesa è stata fortemente danneggiata dagli eventi sismici del 24 agosto 2016. Precedentemente a tale evento la storia del complesso di Santa Maria di Costantinopoli è stata caratterizzata dai restauri seguiti ad importanti eventi sismici che l’hanno danneggiata. Il primo di questi è quello del 19 settembre 1979, quando furono eseguite opere di consolidamento riguardanti principalmente le coperture.
La seconda importante sequenza sismica che ha colpito l’Appennino Umbro-Marchigiano è quella avvenuta tra maggio 1997 e giugno 1998, quando si è reso necessario un ulteriore intervento di restauro e consolidamento. Il progetto della chiesa è stato realizzato direttamente dalla Soprintendenza dei beni architettonici dell’epoca, avvalendosi di consulenti esterni per la parte strutturale. Gli interventi hanno coinvolto soprattutto le superfici architettoniche e gli arredi sacri, con particolare attenzione al maestoso coro in legno di noce.
Nel novembre del 2016, per scongiurare pericoli di crollo verso l’esterno per la pubblica incolumità e nei confronti del contiguo convento i Vigili del Fuoco di Terni realizzarono una messa in sicurezza tramite cerchiatura del campanile, opere di presidio per impedire il ribaltamento della facciata principale, cerchiatura dei pilastri e puntellazioni delle arcate del portico antistante la stessa.

Opere di messa in sicurezza della facciata post sisma 2016 (foto ottobre 2021)
Fonte foto: Comune di Cerreto di Spoleto
Dai primi sopralluoghi effettuati l’edificio risultò in condizioni di elevata precarietà strutturale e fu dichiarato inagibile a seguito di ordinanza.
Nel novembre del 2019 è stato redatto il Progetto per le opere di messa in sicurezza in somma urgenza, necessarie per la puntellazione delle strutture voltate maggiormente compromesse all’interno della chiesa atte a scongiurare la possibilità imminente di crolli interni. I lavori, appaltati, eseguiti e conclusi nel febbraio 2020, erano preliminari alla realizzazione della prevista campagna d’indagine, propedeutica alla progettazione, in condizioni di sicurezza per gli operatori ed erano propedeutici ai successivi interventi di consolidamento delle strutture voltate.
Contestualmente al progetto per le opere di messa in sicurezza è stato redatto il Progetto della campagna di saggi, indagini e verifiche in situ finalizzate ad acquisire informazioni indispensabili per poter proseguire nelle conseguenti attività progettuali. I lavori sono stati appaltati, eseguiti e conclusi nel maggio del 2020.
L’analisi dello stato di danno è stata condotta mediante il rilievo del quadro fessurativo e deformativo, l’analisi dei dissesti e relativi cinematismi, confrontando anche i dati ottenuti dalla campagna di saggi e indagini in situ.

Schema in assonometria delle azioni sismiche sugli elementi dell’edificio
Fonte foto: Comune di Cerreto di Spoleto
Sulla facciata è stato possibile osservare in maniera molto chiara le conseguenze delle azioni sismiche in entrambe le direzioni della struttura. L’azione sismica che ha investito la facciata nel piano della parete ha causato, soprattutto sul lato interno, fessurazioni delle piattabande delle due grandi aperture presenti. Contemporaneamente sulla facciata si è innescato un cinematismo di ribaltamento per la mancanza di ammorsamento con le pareti ortogonali: fortunatamente il crollo non si è verificato per la presenza del portico, che ha fornito un vincolo ulteriore sul quale la facciata si è appoggiata.
Le pareti longitudinali dell’aula, nonostante siano costituite da una muratura di qualità inferiore a quella della facciata, hanno avuto un comportamento migliore di essa; nelle cappelle laterali sono state riscontrate lesioni da taglio e verticali.
La volta a botte lunettata a copertura dell’aula è risultata in avanzato stato di dissesto, e non solo a causa del terremoto del 2016. Realizzata con pietre irregolari e molto porose rette dalla malta che, degradata dal tempo e dalle oscillazioni sismiche, ha ridotto la sua funzione, la volta presentava numerose lesioni in chiave e alle reni; i conci di pietra, a causa della scarsissima coesione, muovendosi l’uno contro l’altro hanno prodotto lesioni diffuse che, propagatesi in tutte le direzioni, sono arrivate a danneggiare anche i dipinti delle lunette. Altri danni sono presenti nelle volte delle cappelle e nella sagrestia.
L’arco trionfale sopra l’altare è risultato interessato da alcune lesioni in chiave, dovute al moto delle imposte causato dal terremoto per la mancanza di catene. Tra la volta a botte che copre il primo tratto del coro la semicupola sull’abside è stata riscontrata una lesione longitudinale proseguente sulle pareti sottostanti, sintomo dell’innesco del ribaltamento della parete curva.
Il campanile a vela posto sul lato sud, ricostruito per anastilosi dopo il sisma del 1997, insieme alla facciata è risultato l’altro elemento della chiesa fortemente danneggiato dal sisma e più a rischio di crollo. A causa dell’azione combinata del sisma sia in senso longitudinale sia in quello trasversale, e probabilmente anche per la disposizione asimmetrica delle campane, la cella campanaria ha subito un’importante torsione con dislocazione.
Descrizione degli interventi
Gli interventi strutturali previsti, finalizzati sia alla riparazione dei danni causati dai recenti eventi sismici, sia al miglioramento del comportamento strutturale nei confronti del sisma, sono di diversa tipologia:
- interventi sulle fondazioni, tramite la posa in opera di micropali e realizzazione di un vespaio areato con soprastante soletta armata;
- interventi sulle murature, mediante l’inserimento di barre elicoidali in acciaio e successive iniezioni di malta di calce ed interventi di cuci-scuci con l’utilizzo di materiali consoni alla tipologia di muratura esistente;
- consolidamento del campanile, mediante la realizzazione di tiranti verticali in acciaio;
- consolidamento della facciata, mediante la realizzazione di tiranti in fibra di acciaio;
- rifacimento della copertura, previa demolizione e ricostruzione del solaio in legno e realizzazione di un cordolo sommitale in acciaio;
- consolidamento dell’arco trionfale e della volta a crociera;
- consolidamento del rosone mediante chiodature;
- interventi sulle superfici, sia sui dipinti murali ad affresco mediante pre-consolidamento e consolidamento della pellicola pittorica e degli strati costituitivi, sia per le parti intonacate previa una preliminare campagna di saggi.
Al fine di garantire la corretta esecuzione degli interventi strutturali e per preservare e proteggere tutti gli elementi decorativi fissi e mobili presenti nella chiesa è prevista la realizzazione di opere preliminari all’intervento strutturale, consistenti in rimozioni, smontaggi e protezioni, opere di finitura da eseguirsi al termine degli interventi strutturali, interventi di restauro per la messa in sicurezza degli apparati decorativi.
Il progetto prevede altresì:
- il monitoraggio dello stato di conservazione, con il controllo ed eventuale pronto intervento durante l’esecuzione dei lavori di consolidamento strutturale, su dipinti murali, stucchi e/o altri paramenti decorativi, ad opera di un restauratore, al fine di monitorare costantemente la messa in sicurezza di tutti gli apparati decorativi;
- la documentazione fotografica di tutte le fasi dell’intervento di restauro (prima durante e dopo) al fine redigere apposita relazione le opere eseguite.
Ulteriori dettagli, informazioni amministrative e contabili, nella Scheda N. 10 presente nella sezione La ricostruzione pubblica in atto.
Ultimo aggiornamento
30 Gennaio 2026, 14:23
UFFICIO DEL SOPRINTENDENTE SPECIALE PER LE AREE COLPITE DAL SISMA DEL 24 AGOSTO 2016